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silviooo
ER COPPA



Italy
529 Messaggi

Inviata - 18/04/2004 :  00:20:59  Visualizza il profilo
Da Motosprint


Grazie al nuovo regolamento tecnico che ha ridotto le possibilità di intervento sulle quattro cilindri 1000cc e l'arrivo di maxi moto stradali ultra performanti, nel Mondiale Superbike oggi si può correre ad alto livello spendendo davvero pochissimo. A spingere forte sull'accelleratore della rivoluzione è per prima la Honda Racing Corporation. Già, proprio la stessa HRC dalla quale, non più tardi di qualche mese fa, sono partiti pesanti anatemi contro le nuove norme Superbike. Ma poi il vento dev'essere cambiato visto che la stessa HRC si è messa a lavorare su un kit di potenziamento capace di mettere le ali alla CBR 1000 RR. Sarà disponibile dal 30 marzo e potrà essere ordinato in Italia attraverso le concessionarie Honda.
Siamo in grado di anticipare cos'hanno preparato i tecnici HRC e soprattutto quanto costerà sfidare la Ducati999.
Il kit completo sarà in vendita a 19.383,92 euro. Considerando che la CBR 1000 RR stradale costa 13.000 euro e stimando che occorrono circa 10 mila di manodopera specializzata per il montaggio, si arriva ad un totale per la Fireblade Superbike pronto-corsa di 42.000 euro. E' una cifra che può scendere o salire in base alla capacità del team: l'olandese Ten Kate, struttura due volte campione del momdo Supersport sbarcata quest'anno in Superbike con l'iridato Chris Vermeulen, ha comprato solo le parti necessarie per preparare il 4 cilindri in linea e adeguare l'elettronica. Per la componentistica Gerrit Ten Kate è rimasto fedele ai fornitori che collaborano da anni al programma Supersport come le sospensioni WP, gli impianti frenanti Braking e lo scarico Arrow. Non è solo una questione di risparmio: queste aziende si occupano di sviluppo e della messa a punto del materiale sui campi di gara, inoltre portano risorse finanziarie irrobustendo il budget.
L'unica voce di spesa non predeterminabile è quella relativa al montaggio. "10.000 euro è una cifra indicativa che tecnici di buon livello possono chiedere per sostituire pezzi di serie cin quelli del kit" spiega Oscar Rumi, proprietario della struttura Honda che trionfò in Superbike nel biennio 1988-89 con il californiano Fred Merkel, e aggiunge: "La moto stradale è molto potente e penso che per stare con i primi nelle gare nazionali non ci vorrà molto oltre il kit; per disputare il mondiale da protagonisti invece, occorrerà un po' di sviluppo aggiuntivo, tipo la lavorazione delle teste. Le formazioni più organizzate si avvalgono di motoristi specializzati che si fanno pagare bene, dunque la cifra è almeno da raddoppiare".
Anche in questo caso la moto completa supera di poco i 50.000 euro, più o meno la cifra chiesta da Ten Kate per la realizzazione della "Vermeulen replica". In passato lo sforzo sarebbe stato un po' fine a se stesso perchè le squadre private erano penalizzate dalla mancanza di gomme di prima scelta. Ma l'introduzione della monogomma garantisce lo stesso trattamento dei big al costo predeterminato di 45.000 euro per l'intera stagione, test inclusi. Con questo pacchetto tecnico da circa 100.000 euro Chris Vermeulen ha centrato il terzo tempo nelle qualifiche di Valencia.
La CBR 1000 RR stradale è accreditata di 172 cavalli e la HRC assicura un incremento del 20%: si arriva così alla incredibile potenza di 206,4 CV con vantaggi su tutta la curva di erogazione (+3,7) e un regime massimo che sfiora i 13.000 giri/minuto. "Se corressimo nella MotoGP non saremmo in fondo allo schieramento" gonfia il petto Gerrit Ten Kate.
I limiti imposti dal nuovo regolamento lasciano poco spazio alla sofisticazione tecnica ed è per questo che c'è così poca differenza tra la Honda "standard" e quella ufficiale che la HRC schiererà nei campionati nazionali americano e britannico.
"Ho provato in Arizona la Fireblade di Ben Bostrom, il motore andava esattamente come il mio" dice Vermeulen, che nei test privati a Valencia è stato più veloce di Michael Rutter e Riyuchi Kyionari che correranno la serie britannica con la formazione ufficiale gestita da Tadayuki Okada. Questo lascia supporre che nella Superbike del futuro il fattore pilota tornerà ad essere preponderante.
Cosa c'è dentro il Kit? Per il motore vengono fornite due configurazioni distinte: la prima comprendente gli alberi a camme, mollevalvole e molle frizioni; nel secondo ci sono i pistoni, i segmenti e le valvole. "Io ho ordinato solo il power-up 1 perchè pistoni e valvole si possono far realizzare da aziende specializzate risparmiando qualcosa rispetto ai prezzi chiesti da HRC", spiega Rumi, che ha previsto di rientrare nel mondiale da metà stagione in poi con un pilota ancora da designare.
I tecnici giapponesi hanno lavorato a fondo sull'airbox e sulla gestione elettronica, dunque questi pezzi sono fondamentali. Viene fornito il CD-ROM contenente le mappature dell'iniezione.
Nel Kit sono previsti lo scarico completo, forcella ed ammortizzatore Showa oltre a dischi e pinze freno Nissin, componenti che - come abbiamo visto nel caso di Ten Kate - si possono reperire facilmente sul mercato. E visto che la CBR 1000 RR è un modello di grande diffusione l'offerta crescerà ulterirmente nei prossimi mesi.
Manca, al momento, la frizione antisaltellamento. Ten Kate ha provato quella realizzata dalla italiana STM ma per la gara Vermeulen ha montato il pezzo HRC che è in fase di sviluppo e sarà messo sul mercato molto presto. La formazione olandese, supportata anche economicamente da Honda Europa, non è "ufficiale" nel senzo che non dipende da HRC ed ha ampia autonomia di intervento, ma è a loro che i giapponesi affidano i pezzi evoluzione da sviluppare. La grossa novità è che questi componenti, anzichè restare esclusiva delle formazioni "satellite", nel giro di settimane verranno messe sul mercato. Potrebbe arrivare, ma più avanti, un forcellone diverso da quello di serie: le Fireblade ufficiali ne montano uno quasi identico a quello della RC 211V, con la capriata destra con scatolatura di rinforzo e l'ammortizzatore Showa che lavora all'interno. "Quello stradale va benissimo, il forcellone in questo momento non è tra le nostre priorità" spiega Ten Kate.
La Honda è stata rapidissima ma le altre giapponesi non potranno restare alla finestra e dovranno a loro volta mettere in vendita materiale "racing" con costi e prestazioni concorrenziali con quelli della HRC. La Yamaha già adesso lavora attraverso la YEC (Yamaha Engineering Corporation) ma forse ci vorrà l'intervento del settore di sviluppo "interno" (adesso completamente assorbito dal progetto MotoGP) per recuperare terreno


Da consigliare a qualcuno! vero BJ!


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